Salerno, 05.06.2012
E’ più che positivo il bilancio tracciato dagli organizzatori del Salerno Campania Pride 2012, svoltosi a Salerno (nell’area dell’ex Salid) dal 12 maggio scorso e conclusosi il 26 maggio con la parata finale. Quasi 5000 le persone che hanno partecipato alla sfilata per le vie della città, ma al di là dei numeri il Pride di Salerno vanta molti primati. E Antonello Sannino, uno dei portavoce della manifestazione li ha elencati durante la conferenza stampa di chiusura dell’evento. “E’ stato il Pride che ha avuto l’adesione di molti comuni, soprattutto quello di Salerno che più di tutti ha sostenuto l’iniziativa – ha detto – ma c’è stata l’adesione anche della Regione Puglia, del Comune di Napoli, dell’Unar, dei licei che hanno festeggiato la festa di fine anno, dei bimbi di Giffoni e della carovana antimafia, perciò all’interno della comunità Lgbt se ne sta parlando parecchio, come di una festa colorata, senza volgarità e molto partecipata. Quello di Salerno è stato preso come modello anche da Bologna, dove si sfilerà proprio come abbiamo fatto qui. Non ci saranno carri per rispetto delle vittime del terremoto ma ci sarà una banda che aprirà il corteo come ha fatto la Murga con noi”. “Questa manifestazione – ha aggiunto Lorenzo Forte, responsabile cultura-eventi del Pride Park – è stata un po’ una scommessa. E’ nata dalla volontà del coordinamento regionale Campania Raimbow ma il lavoro è ricaduto principalmente sull’Arcigay di Salerno e sulle 44 associazioni che ci hanno sostenuto. La soddisfazione maggiore è che non c’è stata nessuna sbavatura e ora è il momento di rilanciare la discussione in consiglio comunale a Salerno sull’attestazione anagrafica e sulla realizzazione di un Osservatorio contro le discriminazioni. Siamo ormai in condizioni di poterlo fare dal momento che abbiamo dimostrato che si può manifestare per i propri diritti coinvolgendo tutta la città”. “Il Pride di Salerno – ha continuato Ottavia Voza, che ha allestito le quattro mostre all’interno del Village – segna una svolta a livello nazionale perché rispecchia la maturazione del movimento Lgbt. La nostra comunità è passata dall’organizzare una manifestazione per dimostrare l’orgoglio della propria diversità alla consapevolezza della necessari età di rivendicare tutti i diritti civili negati e questo ha segnato il momento di avvicinamento della comunità Lgbt alla società intesa nel senso più ampio del termine. Perché non abbiamo parlato solo dei diritti che toccano da vicino la nostra comunità ma anche di carceri, testamento biologico, eutanasia e violenza contro le donne”. E a chi chiedeva della possibilità di un secondo Pride in città, ha risposto l’assessore del Comune di Salerno, Ermanno Guerra. “Se ne organizzano una seconda – ha detto – l’amministrazione è ben lieta di sostenerla ancora una volta. La sintesi di una manifestazione lunga due settimane, che non è stata facile gestire per gli organizzatori, si può riassumere nella prova di maturità della città di Salerno e dei suoi cittadini. Non c’è stato nessun atteggiamento di intolleranza e senza mai debordare, ma ci si è calati nella maniera più attenta possibile in temi difficili ma affrontati in un clima di semplicità e di festa. E’ stata questa la formula vincente. Anche il sindaco De Luca ha mostrato il suo compiacimento e ha rilanciato il tema della battaglia dei diritti civili e la realizzazione di un laboratorio permanente di discussione”,
Un ringraziamento particolare va alle forze dell’ordine e soprattutto al dirigente della Digos, Amato, al questore di Salerno e ai dottori Battista, Porcelli e De Martino.
Ufficio Stampa
Angela Cappetta
338.9807365